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Presentazione

Il mio nome e' Francesco Sanna, sono Italiano e vivo per meta' in Argentina e meta' in Svizzera. La mia passione per il tango e' nata in America latina diversi anni fa. Questa danza e cultura fin da subito e' entrata a far parte della mia vita in modo importante e integrante

Ormai sono diversi anni che frequento Buenos Aires e vivo nella metropoli immerso nel Tango per lunghi periodi.

La mia formazione nel tango è iniziata con i Maestri Juan Marchetti e Natalia Manca e ho seguito a studiare il Tango con numerosissimi Maestri argentini: Hugo Daniel, Demian Garcia, Jorge Firpo, Raul Bravo, Gabriel Angio, Carlos Perez, Angela Ruth Manonellas, Andreas Erbesen, Toto Faraldo, Angela Bacciu, e tanti alltri, che menzionarli tutti sarebbe un elenco troppo lungo.

Ho studiato Musicalità con i Maestri; Joaquin Amenabar, Lautaro Cappella, Julio Robles ed altri tutti mi hanno trasmesso preziosi insegnamenti, sulla base di questo ho aperto i miei orizzonti nella musica e nell'insegnamento del tango sia nel ramo tecnico che in quello  della musicalita'.

Allo stesso tempo, per completare la mia cultura tanghera ho frequentato diverse scuole della Capitale Argentina tra cui Il Centro Borghes, L’accademia del Tango, il Centro di studi DNI. Mi sono confrontato con ballerini e ballerine argentini e di diversi paesi del mondo.

Musicalizzo nelle milonghe della Svizzera, Spagna, Italia e insegno Tango con progetti temporanei in Svizzera, Svezia, Croazia e diverse Scuole del Sud Italia.

In tanti anni di studio la mia curiosità e il mio desiderio di approfondire le mie conoscenze mi ha portato in tutte le Milonghe di Buenos Aires, dove ho indagato ed intervistato veterani del tango, come il grande cantante Alberto Podesta.

Per capire le differenze della musica e del ballo, il comportamento, lo stile, l’approccio a questa danza, mi sono addentrato in tantissimi locali per ascoltare le migliori Orchestre di Buenos Aires, nelle Milonghe dove ballano i più vecchi milongueri della città, nelle milonghe classiche, quelle turistiche, caratteristiche e tradizionali, ma anche in quelle dove ballano le coppie più giovani.

In tutte ho trovato informazioni preziose che mi hanno arricchito non solo nell’aspetto della danza e in quello musicale, ma anche in quello storico e sociale.

Dopo aver raccolto l'esperienza necessaria ho deciso di condividere le mie conoscenze e dedicarmi all'insegnamento.

Non sono nuovo a questa esperienza, dopo un trascorso sportivo che è durato in tutto circa 18 anni, prima come atleta, conquistando due Dan, diversi titoli regionali, una medaglia di bronzo ai campionati Italiani, e dopo come insegnante delle arti marziali.

Il Karate, che secondo me assomiglia tantissimo al Tango, è un’espressione corporale, ma anche una filosofia di vita che necessita di una continua preparazione fisica e soprattutto psicologica.

La parola Maestro per me ha avuto sempre un significato molto profondo. Quando i ragazzi mi chiamavano in questo modo, sentivo il peso di questa parola e la responsabilità che ne derivava, così capii da subito che dovevo prepararmi al meglio per trovarmi sempre all'altezza della situazione.

Ho insegnato a Senior e Junior, ma il lavoro piu' impegnativo era negli adolescenti, perché le maestrie filosofiche giapponesi si basano molto sull'arrichimento interiore, cioè costruire dentro noi stessi il prorpio "KI" che significa, concentrazione di energie interna, unione di tutte le nostre risorse energetiche corporali.

Ai ragazzi adolescenti non basta dare solo la tecnica, occorre rafforzarli nello spirito, infondere in loro la sicurezza, favorire la formazione della crescita e dei valori della propria personalità, e gli orientali in questo sono molto bravi, chi ha un buon allenamento e una preparazione psicologica adeguata vince tutte le sfide perché da tutto guadagna l'apprendimento positivo.

Oggi questo titolo viene usato forse con molta facilità anche nell'ambiente del tango. Io penso che il maestro deve avere una notevole esperienza e non solo nella materia che insegna, un’ampia apertura mentale, una buona dose di umiltà, e soprattutto non deve smettere mai di essere allievo (questo è quello che mi ripetevano sempre).

L'idea filosofica giapponese non si distacca molto da quella del Tango Argentino nonostante le culture siano diverse, in giappone sono maestri a sfruttare le qualità interiori, ma devo dire che anche in argentina seppure l'arte sia diversa, questo tipo di energie le ho trovate molto similari e nell'abbraccio del tango ho imparato a riconoscerle e percepirle.

Chi ha maturato queste qualità e la giusta sensibilità quando danza con qualcuno ricco di questi valori interiori, se ne rende subito conto, e frequentemente succede che in soli tre minuti si creano relazioni sorprendenti, la chimica corporale crea un effetto magico, in Argentina genericamente lo chiamano "Murron" che è quella sensazione di gioia, di armonia, di sensualità, di buona onda positiva che si sente fluire nei corpi, un benessere interiore che sorprende e crea queste emozioni spesso tra persone sconosciute.

Il tango è un’arte, un sentimento che se lo ascolti ti da tante risposte che riguardano la vita stessa, egli contribuisce a migliorare la nostra crescita interiore, il nostro equilibrio, contribuisce a migliorare la nostra salute. È ovvio e si nota che non pratico il Tango solo perché lo considero un ballo.

Qualche anno fa a Buenos Aires fui invitato a una riunione con l'Associazione www.protango.org, riconosciuta dal Governo Argentino, che si occupa della tutela e della diffusione del tango nel Mondo; in quella occasione mi chiesero di esprimere le mie opinioni sull'evoluzione del tango in Europa.

Risposi in breve:

Mentre la vecchia guardia dei milongheri argentini è cresciuta sentendo nelle natiche le ninne nanne del tango, quindi partecipi di un vissuto storico reale autentico dei sentimenti tangheri, della sua cultura, delle orchestre, dei temi delle canzoni che narrano la vita sociale e sentimentale, gran parte della nuova generazione, nell'evolversi del fenomeno tango, ha intravisto e intrapreso una possibilità di lavoro, di emigrazione e commercializzazione del Tango.

In questo tipo di commercio non tutto è vendibile tanto meno i sentimenti, penso che in Europa sia arrivata anche in forma massiccia la parte più vendibile che ora in gergo si usa dire “Passi e sequenze”, mentre ben poco è arrivato della cultura, dei codici comportamentali e della musicalità.

Ho cercato di capire anche il perché di tanti tangheri occidentali che quando in Europa, dopo un’esperienza di ballo nelle milonghe argentine, sono tristi e hanno difficoltà a riconfigurarsi nel tango. Essendo un effetto subito anche dal sottoscritto anni fa, non potevo sottrarmi a fare un’analisi per capire il perché di questo disagio: cosa manca in Europa? Mi sono fatto un’idea personale che descrivo in breve: 

Considero tre le cose fondamentali che fanno parte del fenomeno tango:

1) La cultura del tango, i codici, le regole comportamentali, l'abbraccio;

2) La musica, i testi musicali che narrano le storie di vita e sentimentali;

3) La tecnica, che esprime fisicamente le due prime componenti.

Secondo me, se manca qualcuna delle componenti sopra descritte è difficile interpretare il tango in forma completa, ho ribadito che delle tre componenti in Europa è arrivata in percentuale molto alta la terza parte, mentre delle altre due una percentuale minima.

Il risultato: tanti ballerini non conoscono bene le orchestre, e se vi è capitato di chiedere al compagno di tavolo in milonga o al partner di ballo: “che orchestra sta suonando?” l’altro ti guarda con gli occhi spalancati come a volerti dire: “che domande mi fai??”, capita anche che qualche datato frequentatore di milonghe ti chieda: “cos'è il pezzo che stanno suonando, un tango o una milonga?” Peggio ancora che si rivolga un invito al ballo con una pacca sulla spalla…

Tante di quelle figure che vengono insegnate trovano grande difficoltà di applicazione, sia dal punto di vista ritmico e sia per la fattibilità in pista, chi è stato nelle milonghe porteñe sa quanto spazio ha a disposizione e se non conosce il ballo del mattone rischia di non ballare.

Perciò penso:

- Se nelle Ronde di ballo di Buenos Aires e in tante piste Europee non è possibile fare tante figure, che oltretutto hanno poco effetto sulla conquista di consensi del pubblico e della partner, perché si esagera ancora sull’insegnamento di migliaia di passi e si trascurano le altre componenti fondamentali?

- Se non si riesce tante volte a riconoscere i tempi musicali perché si deve preferire l'insegnamento di passi e poi collocarli nella musica? Non sarebbe più opportuno il contrario? O forse quando apprendiamo una lingua, impariamo prima le parole e poi l'alfabeto? 

Sui temi delle canzoni di tango che ovviamente era fuori argomento feci una breve considerazione:

In Europa chi non conosce lo spagnolo, ovviamente non capisce i testi delle canzoni e chissà a quanti di noi è capitato di ballare ingenuamente temi struggenti di disgrazie e di dolore, con una dinamicità ritmica inadeguata, magari inconsapevolmente ironica e in disarmonia non solo con le parole ma anche con la musica.

Pertanto, aggiunsi: “se già in Europa abbiamo difficoltà a riconoscere gli autori, il significato del tema, l'orchestra, il suo ritmo, e se manchiamo di usare i codici comportamentali, allora 

Cosa stiamo ballando in realtà ??!!

Ora, non si pretende che si conosca lo spagnolo per ballare il tango, tanto meno i testi delle canzoni, il che potrebbe sembrare esagerato, ma privilegiare solo la parte tecnica non completa affatto la sua vera interpretazione.

Se non lo accogliamo in forma ampia, il tango soprattutto nella musica, che ha un ruolo fondamentale, poche volte riusciremo a sorprendere la nostra partner. Eppure, qualcuno pensa diversamente e tenta ancora di sedurla con sequenze acrobatiche.

Una Partner ha bisogno di sentirsi corteggiata, quando chiude gli occhi e protetta dentro un abbraccio sicuro e non “choccata” come dicono le argentine cioè sbattuta tra una coppia e l'altra, ma guidata nella pista anche perché molto spesso cammina all'indietro, avvolta in sensazioni confortanti e comode, e non talvolta vittima di chi ascolta la musica con i piedi.

Sul Tango ho esteso la mia ricerca anche in altre città dell’Argentina tra cui Cordoba, Mendoza, Rosario e Mar del Plata, saltando anche il Rio De La Plata per ritrovarmi in Uruguay, ma anche in Europa: Spagna, Portogallo ,  Germania, Croazia, Bulgaria, Rep. Ceca, Svizzera.

Credo fortemente che nel tango far crescere i valori del proprio animo sia necessario, perché quando si abbraccia qualcuno ne deve sentire il valore, la sorpresa non è poi così tanto magica, in realtà chi lavora quotidianamente a migliorare se stesso si riempie di buona energia. Non dimentico mai che quando praticavo le arti marziali, dopo un esercizio spirituale le mie forze si triplicavano, e così capita anche quando raccogliamo nel petto tanti sentimenti buoni, che equivalgono al famoso "Ki", che quando poi vengono espressi nell'abbraccio del Tango producono effetti straordinari. 

Per incrementare le mie risorse interiori, da 4 anni ho trovato un altro pozzo che mi permette di attingere altre provviste energetiche "Santiago di Compostela", un’altra meravigliosa esperienza che arricchisce la mia vita. Il primo anno feci 743 km di cammino in un mese, e in pratica attraversai tutta la Spagna a piedi. Le distanze ci sembrano irraggiungibili, ma in realtà è solo un’idea mentale, a volte siamo noi stessi a mettere dei limiti alle nostre possibilità. Ora è diventato un appuntamento che si ripete tutti gli anni con distanze e percorsi diversi, e anche su questo fronte assomiglio qualcosa al tango, "il saper camminare". Quando sono a Buenos Aires, ballo con ballerini tutte le nazioni del mondo così come quando sono sul Cammino di Santiago cammino con persone di tutto il mondo.

Ho anche un’esperienza musicale che mi ha certo agevolato a capire meglio il metodo di musicalità seppure di genere musicale totalmente diverso. L'esercizio musicale seppur in altre forme di certo contribuisce all'apprendimento, e so bene come con la musica si possono muovere tante energie ed emozioni perché le ho viste scorrere davanti a me.

Di recente sono dentro ad un altro progetto culturale chiamato “La strada del Tango” al quale collaboro con L’associazione Argentina Protango con sede in Buenos Aires www.protango.org di cui sono membro con lo scopo sano e onesto di diffondere e difendere questa preziosa cultura chiamata Tango.

Francesco Sanna